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8. Fagiolo Borbontino di Borbona

La Storia
Il fagiolo borbontino viene prodotto nell’omonimo comune sabino che sorge nell’alta valle del fiume Velino. Qui la particolare fertilità dei terreni e l’economia montana hanno portato, nel tempo, ad una selezione naturale di questo fagiolo che può essere coltivato esclusivamente in questa zona. Destinato per lo più all’autoconsumo, il raccolto è molto ridotto, si attesta infatti attorno ai 15 quintali, con oscillazioni dovute alla stagione produttiva. Ma la produzione esigua è dovuta anche alla scelta di utilizzare metodi ed attrezzi del passato, non prevedere l’uso di fertilizzanti chimici e privilegiare esclusivamente la concimazione naturale. Sempre in rispetto agli usi tradizionali, la semina avviene su terreni di circa 750 metri s.l.m., in prossimità del 27 maggio, il giorno dedicato a Santa Restituita, patrona di Borbona. Dopo aver preparato il terreno, sono praticate nel suolo delle piccole buche, poco profonde e distanziate tra loro, in cui vengono deposti i fagioli, e ricoperte accuratamente con la terra. Le piante sono messe a dimora in filari per permettere un’uniforme insolazione e facilitare il corretto deflusso dell’acqua piovana. La raccolta “scalare” viene effettuata ad ottobre. I fagioli colti rigorosamente a mano, vengono sgusciati, posti ad asciugare all’aperto su teli, quindi conservati per essere consumati durante il periodo invernale. Proprio nel mese di ottobre si svolge, da oltre trentacinque anni, la Sagra che ha permesso di diffondere il sapere sulla coltivazione di questo legume e la preparazione delle sue diverse declinazioni culinarie.
Il Prodotto
Il Fagiolo Borbontino si presenta della lunghezza di circa 12-18 mm e diametro 7-10 mm e colore marrone più o meno intenso. Si contraddistingue per l’alta integrità dopo la cottura. L’elevata intensità olfattiva si caratterizza per le note vegetali e fruttate riconducibili alla castagna lessa. Al gusto si presenta armonicamente dolce. Buona consistenza e solubilità.
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The History
The Borbontino bean is produced in the municipality of Borbona located in the upper valley of the Velino river. Here, the particular fertility of the land and the mountain economy has led, over time, to a natural selection of this bean that can be grown exclusively in this area. Intended mostly for self-consumption, the harvest is very low, in fact it is around 1.5 tonnes, with fluctuations due to the production season. The small production is also due to the choice of using methods and tools of the past, avoiding the use of chemical fertilisers and applying only natural fertilisation. Another example of traditional practice is the sowing taking place on lands at approximately 750 metres above sea level, around the 27th May, the day dedicated to Santa Restituita, patron saint of Borbona. After preparing the soil, small holes are made, shallow and spaced apart; in each of them, beans are placed and carefully covered with earth. The plants are placed in rows to allow uniform insolation and facilitate the correct flow of rainwater. The staggered harvest takes place in October. The beans are harvested strictly by hand, shelled, placed to dry outdoors on sheets, then stored for consumption during Winter. In October, for over thirty-five years, a festival is taking place, making it possible to learn about the growing of this legume and the preparation of its various culinary variations.
The Product
The Borbontino bean has a more or less intense brown colour and maintains its form after cooking. The high olfactory intensity is notable for its vegetable and fruity notes reminding of boiled chestnuts. The taste is harmoniously sweet. Good consistency and solubility.
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