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29. Ciambella Scottolata di Valmontone

La Storia
A pochi chilometri dalla Capitale, su un colle tufaceo circondato dal verde, sorge la bella cittadina di Valmontone con il monumentale Palazzo Doria-Pamphilj del XVII secolo. In questo borgo, il secolo scorso era da tutti conosciuta e frequentata l’Antica Forneria Cerci, un forno storico ormai chiuso in cui lavorava la signora Cerci, cittadina ottantaseienne di Valmontone che ancora oggi rappresenta la memoria storica della produzione dolciaria del paese. A lei infatti è attribuito il sapere storico della ricetta della Ciambella scottolata di Valmontone, un prodotto che risulta essere, quindi, più che centenario.
Secondo la tradizione questo dolce veniva realizzato principalmente durante le festività pasquali nonché offerto come dono, insieme ad altri dolci della tradizione, ai compari ed alle comari di nozze, cresime e comunioni. La ricetta oggi proposta da altri forni del paese prevede pochi e semplici ingredienti: farina, zucchero, olio, uova, lievito e a piacere, vaniglia e/o cannella. Il procedimento prevede la preparazione dell’impasto: prima delle uova cui si aggiunge lo zucchero, quindi l’olio, il lievito, eventualmente vaniglia e/o cannella e la farina poco per volta. L’impasto viene quindi trasferito su un piano e ha inizio la lavorazione manuale per ottenere delle ciambelle del diametro variabile da 8 a 15 centimetri e dalla forma a fiore (grazie ai tagli apposti lateralmente). Le ciambelle vengono disposte su tavole a riposare per circa 15 minuti e successivamente bollite. Proprio da questa prima cottura in acqua bollente deriva il nome dialettale di scottolata. Dopo un’asciugatura di 12 ore, le ciambelle sono quindi cotte in forno.
Il Prodotto
La Ciambella scottolata di Valmontone, caratterizzata dalla forma rotonda a fiore, ha un colore omogeneo che va dal marrone chiaro al nocciola scuro. All’olfatto si caratterizza per le note di farina, di olio e di uovo, abbinate a sentori di tostato. Al gusto si presenta dolce e con una leggera nota salata. Buona croccantezza e media persistenza aromatica.
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The History
A few kilometers from Rome, on a tuff green hill, stands the beautiful town of Valmontone with the monumental 17th century Palazzo Doria-Pamphilj. In this town, people frequented the Antica Forneria Cerci, a historic bakery now closed where Mrs. Cerci worked, a 86-year-old citizen of Valmontone that still represents the historical memory of the town’s confectionery production. In fact, she is credited with the recipe for the boiled Ciambella di Valmontone, a product that is therefore more than a hundred years old.
According to tradition, this preparation was made mainly during the Easter holidays and offered as a gift, together with other traditional sweets, to friends and wives for weddings, confirmations and communions. The recipe today proposed by other bakeries in town includes a few simple ingredients: flour, sugar, oil, eggs, yeast, and vanilla and/or cinnamon. The procedure involves the preparation of the dough: first the eggs are mixed with sugar, oil, yeast, possibly vanilla and/or cinnamon and the flour added a little bit at the time. The dough is then transferred to a working surface to manually obtain doughnuts with a diameter ranging from 8 to 15 centimetres and flower shaped (thanks to the cuts made on the sides). The doughnuts are placed on boards to rest for about 15 minutes and then boiled. The dialect name of “scottolata” derives from this first cooking stage in boiling water. After drying for 12 hours, the doughnuts are then baked.
The Product
The Valmontone boiled doughnut, characterised by its round flower shape, has a homogeneous colour ranging from light brown to dark hazelnut. The medium olfactory intensity includes hints of flour, oil and egg, combined with light roasted scents. The taste is sweet and with a slight salty note. Good crispiness and medium aromatic persistence.
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