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Origine Comune 2021

2. Barachia di Genazzano

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LA STORIA

La storia del biscotto di pasta frolla denominato Barachìa ha origini molto antiche, così come la sua ricetta tramandata oralmente di madre in figlia, di cui però non si conosce l’origine. Un’ipotesi si basa sulla presenza di una comunità ebraica a Genazzano fino alla fine del XVI secolo, a cui sarebbe da attribuire anche la forma a sei punte del biscotto, riconducibile alla Stella di David, con una valenza quindi sacrale. Anche la derivazione del nome non è ben chiara. Un Barachia, padre di Zaccaria, è nominato nella Bibbia nell’episodio in cui Gesù si rivolge con un’invettiva contro scribi e farisei nel tempio di Gerusalemme. Altra ipotesi è l’origine greca dalla parola barakòs, un tipo di focaccia introdotta dai pellegrini albanesi in visita al santuario della Madonna del Buon Consiglio, la cui immagine sacra sembra sia arrivata a Genazzano proprio dalla città albanese di Scutari la notte del 25 aprile 1467. Unica certezza sulla Barachìa è comunque il suo inconfondibile sapore: dolce e delicato per la frolla, con nota acidula dovuta alla confettura di prugnoli selvatici di piccole dimensioni e tipici del territorio genazzanese, chiamati localmente prungancini. La Barachìa si consuma tradizionalmente nei giorni del Corpus Domini e dell’Infiorata di Genazzano, una manifestazione che si tiene annualmente a luglio fin dal 1883, e che si caratterizza per la realizzazione di un tappeto floreale, allestito da abili infioratori, lungo le strade del paese. Ad oggi sono tre i forni del paese che durante le feste preparano e mettono in vendita questo tipico dolce.

IL PRODOTTO

La Barachia, contraddistinta dalla forma a sei punte, ha un colore marrone chiaro e presenta un rigonfiamento dovuto alla farcia. L’elevata intensità olfattiva si caratterizza per le pronunciate note di uova e confettura di prugne, abbinate a lievi sentori vanigliati ed agrumati. Al gusto si presenta armonicamente dolce con una leggera nota acidula. Buona la friabilità, la masticabilità e la persistenza aromatica.
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THE HISTORY

The history of the Barachia biscuit is very old: its recipe has been handed down orally from mother to daughter, but its origins are unknown. One hypothesis is based on the presence of a Jewish community in Genazzano in the Sixteenth century: hence the six-pointed shape of the biscuit, reminiscent of the Star of David and therefore with a sacred meaning. Even the origin of the name is uncertain. A Barachias, father of Zechariah, is mentioned in the Bible in the episode where Jesus addresses an invective against the Scribes and Pharisees in the Temple in Jerusalem. According to another hypothesis, the term derives from the Greek word barakòs, a sort of focaccia bread, introduced by Albanian pilgrims on the occasion of a visit to the sanctuary of Our Lady of Good Counsel, whose sacred image, according to tradition, reached Genazzano from Scutari on the night of 25th April 1467. The only certainty is the unmistakable flavour: sweet and delicate for the pastry, sour for the prungancini jam, a variety of small round plums, typical of the Genazzano area. The Barachìa is traditionally consumed during the days of Corpus Domini and the Infiorata (flower adorning) of Genazzano, an event taking place annually in July since 1883, and characterised by the creation of a floral carpet, set up by skilled “infioratori” (flower masters) along the streets of the town. At present, there are three bakeries in town preparing and selling this typical dessert during public holidays.
THE PRODUCT

The Barachia biscuit, with its distinctive six-pointed shape, is of a light brown colour and is swollen by its filling. The high olfactory intensity includes pronounced hints of eggs and plum jam, combined with light vanilla and citrus scents. The taste is harmoniously sweet with a slight acidic note. Good friability, chewiness and aromatic persistence.
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