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Origine Comune 2021
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18. Roncoletta di Labico

La Storia
I Piselli di Labico, detti anche Roncolette Labicane per la forma ricurva (a roncola appunto), costituiscono una produzione antica e tradizionale. Fin dall’antichità, il pisello richiedeva una coltivazione faticosa: si seminava in piccoli orti sostenendo la pianta con la tecnica dell’infrascatura, ovvero con l’utilizzo di sostegni di legno, cosicché il paesaggio labicano era caratterizzato da piccoli orti-giardino. La produzione della Roncoletta acquisì grande notorietà all’inizio del Novecento, tanto che negli anni Trenta quest’area fu oggetto, sotto il regime fascista, di esperimenti per accrescerne la produttività. In quegli anni si sviluppò anche la tradizionale Sagra dei Piselli: a giugno veniva fatta una sfilata di carri decorati per l’occasione e che coinvolgeva tutta la popolazione del paese. In seguito, con il progressivo inurbamento della popolazione rurale, anche la faticosa coltura della Roncoletta è andata lentamente scomparendo. Oggi è in corso un processo di recupero e le sementi del pisello labicano hanno ripreso ad essere coltivate negli orti di Labico.
La semina avviene sui terreni di origine vulcanica tra novembre e febbraio, collocando nei solchi i semi appartenenti agli ecotipi locali di pisello nano delle varietà Verdone, Scarafone e Ortolano e ricoprendoli con un sottile strato di terra. Ancora oggi è usata la tecnica dell’infrascatura che consente a queste leguminose, i cui rami si arrampicano sui sostegni di legno, di raggiungere un’altezza di circa 50 centimetri. La raccolta “scalare” viene effettuata nel mese di giugno, recidendo il baccello dall’alto verso il basso e quando il seme è abbastanza maturo.
Il Prodotto
La Roncoletta Labicana, o pisello di Labico, ha un colore che varia dal beige al verde chiaro e si contraddistingue per l’alta integrità dopo la cottura. L’elevata intensità olfattiva si caratterizza per le note vegetali. Al gusto si presenta dolce e leggermente salato. Buona consistenza e solubilità.
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The History
The peas of Labico, also called Roncolette Labicane due to their particular curved shape (a billhook), are an ancient and traditional production. Since ancient times, the pea required strenuous cultivation: it was sown in small gardens by supporting the plant with the technique of infrascatura, or by using wooden supports, contributing to strongly characterise the Labico landscape with small vegetable gardens. The production of the Roncoletta acquired great notoriety at the beginning of the twentieth century, so much so that in the ‘30s, under the Fascist regime, this area was subjected to experiments aimed at increasing its productivity. In those years, the traditional Pea Festival was also established: in June a parade of decorated floats was held for the occasion and it involved the entire population of the town. Later, with the progressive urbanisation of the rural population, even the tiring cultivation of the Roncoletta has slowly disappeared. Today, a recovery process is underway and the seeds of the Labico pea have resumed being cultivated in the gardens of Labico.
Sowing takes place on soils of volcanic origin between November and February, placing seeds belonging to local dwarf pea ecotypes of the Verdone, Scarafone and Ortolano varieties in the furrows and covering them with a thin layer of soil. The infrascatura technique is still used today, allowing these legumes, whose branches climb onto wooden supports, to reach a height of about 50 centimetres. The “staggered” harvest is carried out in June, cutting the pod from top to bottom and when the seed is ripe enough.
The Product
The Roncoletta Labicana, or Labico pea, has a colour that varies from beige to light green and it retains its form after cooking. It has a strong vegetable aroma. The taste is sweet and slightly salty. Good consistency and solubility.
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